Soviet Bus Stops: prendere l’autobus dietro la cortina di ferro

soviet bus stop Astana - Kazakhstan

Soviet Bus Stops è un’interessante progetto fotografico di Christopher Herwig, che ha girato l’ex URSS in bicicletta per fotografare questi bellissimi pezzi di architettura sovietica.

soviet bus stop

Astana – Kazakhstan

Cosa c’è di interessante in una fermata dell’autobus?
Niente, direte voi, se non la possibilità di mettersi a chiacchierare con le altre persone che aspettano, tentando magari di attacar bottone con qualche attraente donzella – o donzello, dipende dai casi.
Tuttavia in sè una fermata dell’autobus non ha niente di attraente, è tutta una questione di smog, confusione, esposizione agli elementi e disagi vari.

O per lo meno era quello che pensavo anch’io, ma io non mi chiamo Christopher Herwig e non ho girato l’ex unione sovietica in bicicletta. Anche se mi sarebbe piaciuto molto.

Le foto che vedete in questa pagina appartengono ad un progetto chimato “Soviet Bus Stops“, un progetto fotografico che ha portato Herwig a girare in lungo e in largo l’ex Unione Sovietica per dodici anni.
Il risultato è una collezione di immagini che ha dello straordinario, sia dal punto di vista squisitamente architettonico sia per le emozioni che queste foto suscitano in chi le osserva.

Soviet Bus Stops sfata il luogo comune secondo cui l’architettura sovietica si limita a città-dormitorio brutte e squallide, mostrando invece un tripudio di creatività e una varietà di forme del tutto inaspettata.
Le fermate degli autobus non sono soltanto un pezzo necessario di arredamento urbano, ma diventano arte pensata – come da migliore tradizione sovietica – per essere fruita da tutti, sia dal punto di vista funzionale che da quello estetico.

soviet bus stops II

Saratak – Armenia

Ma non è solo questo: guardando le immagini di Soviet Bus Stops non si può non notare come molte di queste bellissime strutture portino vistosi segni del tempo.
Molte infatti sono infestate da erbacce, con i muri scrostati e le parti in metallo arruginite, quasi fossero reliquie di un tempo ormai tramontato, sperdute lungo strade deserte e pianure che si perdono all’orizzonte.
Questo le rende probabilmente ancora più affascinanti, aggiungendo alla loro bellezza oggettiva anche quel sentimento malinconico che tutti proviamo quando contempliamo lo scorrere inesorabile del tempo.

Ovviamente trovate molte altre informazioni su questo progetto e su altri lavori interessanti visitando il sito ufficiale di Christopher Herwig, mentre noi abbiamo pensato di raccogliere un po’ di immagini per darvi un assaggio di questo progetto affascinante (tutte le foto sono tratte dal sito ufficiale).

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Ps: L’Osservatore Bipolare cerca fondi per prendere l’autobus e nel frattempo si muove a piedi o in autostop. Se lo vuoi aiutare basta piacere la pagina fb ^_^

CircaL'Osservatore Bipolare
Ideatore e fondatore de "L'Osservatore Bipolare Web Magazine". Creatore del cielo e della terra e di tutte le cose finite ed infinite.

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