Scoppio: la rubrica automobilistica dedicata a precari, disoccupati, nonni col cappello e morti di fame.

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Scoppio è nato così: un tavolo, una birra, fuori che pioveva a dirotto. Si parlava di automobili, come al solito.

Avete presente quando dite una cosa per scherzo e vi prendono sul serio innescando una catena di eventi che sfuggono al vostro controllo?

Soliti discorsi su cavalli, corse, soluzioni tecniche. Alla birra successiva si parlava per cazzeggiare di quanto è figa la Duna e di quanto era girato bene lo spot della 127 che finisce con la derapata da colpo di freno a mano ignorante e la voce fuori campo che dice “che macchina!”.

Cose d’altri tempi, adesso nelle pubblicità fanno vedere gente che va a farsi l’aperitivo in centro sfoggiando la macchina nuova.

Il declino dell’occidente passa anche da questo.

“Sai che c’è? Ci vorrebbe un programma scoppio di recensioni automobilistiche in cui noi proviamo macchine vecchie e scassate che costano poco. A beneficio di chi non ha soldi per comprarsi la macchina figa per andare a fare l’aperitivo in centro.
E che manco ci vorrebbe andare, anche potendo.”

Mi aspettavo risate che non arrivarono. Era una battuta, in fondo. Ci guardammo negli occhi un attimo: cazzo, sì, facciamolo!

Passata la sbornia sottoponemmo l’idea al vaglio della nostra pur traballante razionalità. No, non l’aveva ancora fatto nessuno, e sì, era un’idea che poteva funzionare, e certo, ci sono un sacco di persone a cui potrebbe interessare sapere come va la Duna dell’89 che il vicino vuole vendere per passare alla i10.

Anzi a ben vedere con la disoccupazione alle stelle e il precariato e tutto il resto forse era un programma che aveva più senso di quelli che provano auto nuove.

La rubrica automobilistica che ha più senso nell’Italia di oggi.

Pay off spettacolare.

Restava solo il nome, e dopo tanto “cogitare” (10 minuti) decidemmo per “Scoppio” per il motore a scoppio, ma anche perchè nel nostro dialetto “scoppio” vuol dire pazzo, fuori di testa e noi un po’ fuori di testa ci sentivamo.

Disegnammo il logo – una scritta davanti ad un pneumatico sgonfio (“scoppio”, diciamo dalle nostre parti, ancora una volta).

È’ passato meno di un mese da quel momento, un mese passato a reperire attrezzatura, chiedere in giro se qualcuno ci prestava una macchina da provare, lottando con budget strettissimi e mille difficoltà logistiche.
Giornate passate a disquisire, provare, collaudare, scrivere, girare, montare, delirare.

Alla fine ne siamo venuti a capo con questa prima puntata che vede come protagonista una Panda 1000 gentilmente prestataci da un amico.
L’abbiamo provata in città e fuori, ci abbiamo studiato un po’ su e vi raccontiamo come va.

Per vedere la prima puntata di #Scoppio ti basta cliccare su PLAY!

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CircaDr. Bozer
Fondatore de L'Osservatore Bipolare. Ha bussato alla porta della redazione con una birra in mano chiedendo se c'era un bagno. Da allora non se ne è più andato. Si interessa di musica estrema, tecnologia, futurismo, letteratura e cose strane di vario tipo. Ce l'ha col mondo intero. Dicono che non sia del tutto umano e noi ci crediamo.