Rissa ultras nel napoletano: l’arte di fare schifo

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Maxi rissa tra ultras nel napoletano. L’Osservatore Bipolare osserva sgomento e prepara un piano moderato e ragionevole per la soluzione finale del problema.

rissa ultras

La partita che ha dato origine alla rissa.

C’è una lista abbastanza lunga di cose di cui non me ne frega assolutamente nulla.
Ad esempio il gossip, gli ultimi sviluppi del grande fratello, i video virali (che pubblichiamo lo stesso perchè l’osservatore è bipolare, appunto), la musica pop, le ultime tendenze della moda – porto i jeans con la svolta che sono fuori moda da circa 15 anni, per dire – e il calcio.

Se del calcio in sè non me ne frega assolutamente nulla, c’è anche da dire però che quello che gira attorno al mondo del calcio invece non mi è indifferente: spesso mi sta parecchio sul cazzo.

Intendiamoci: il generale interesse verso le partite e la tattica sportiva, le chiacchiere da bar e il fantacalcio in realtà continuano semplicemente a non interessarmi. Anche verso il tifo civile non ho nessun problema. Non mi interessa e non lo capisco, ma non mi disturba più di tanto.
E tanto di cappello a chi invece di parlare di calcio ci gioca davvero. Lo sport fa bene.

Ma una volta sono entrato in un bar e ho trovato un tizio di cinquant’anni che strillava insulti contro il barista che rispondeva altrettanto volgarmente. I due urlavano come se uno dei due avesse dato della puttana alla madre dell’altro, sbavando e schiumando odio alle otto del mattino.
Perchè Balotelli aveva detto o fatto qualcosa su cui avevano opinioni differenti.
E io avevo mal di testa e volevo un caffè e gli avrei sparato molto volentieri.

L’occasione per parlare di queste cose è dovuta alla notizia che hanno dato l’altro ieri al telegiornale: una rissa in campo in una partita di eccellenza (eccellenza è il nome della categoria e non ha evidentemente nessun riferimento alle persone coinvolte) tra due squadre del napoletano: Giugliano VS Virtus Volla.

Con tanto di teste spaccate e sangue che cola.
Ora, io penso che queste persone abbiano compiuto un importante passo indietro nell’evoluzione della specie umana, regredendo ad uno stadio sub-umano.

ultras aliyev

Il giocatore Aliyev, del Virtus Volla, con la testa spaccata dopo lo scontro.

Forse suonerà offensivo per qualcuno, ma se ci pensate bene si tratta di spaccare teste e fare a pugni per una cosa

a)In cui non hai avuto nessun ruolo se non quello di spettatore
b)Da cui non trai nessun vantaggio se non quello di sfogare i tuoi istinti bestiali

In realtà lo stato sub-umano di questi individui non è nemmeno una regressione, dato che scimmie e scimpanzè – e nemmeno i nostri antenati ominidi – avrebbero mai fatto una cosa così idiota.

Si tratta più che altro di una deviazione: alcune persone deviano in uno stato sub-umano, diventando una sorta di anello di congiunzione tra l’uomo e la merda.
Si potrebbe anche dire che sono cazzi loro, ma non è così: queste esseri ibridi sono pericolosi e la loro esistenza è comunque molesta nei confronti degli esseri umani autentici.

Come risolvere la situazione?
C’è da dire che in questo caso i tifosi si sono scagliati contro i giocatori, e non contro tifoserie avversarie altrettanto sub-umane.
In questo specifico caso la polizia avrebbe dovuto semplicemente creparli di mazzate sul posto e risolvere il problema alla radice.
Nel caso di scontri tra tifoserie, invece, c’è una soluzione migliore.

Ovvero lasciare che la selezione naturale elimini – come ha sempre fatto – gli individui il cui progresso evolutivo imbocca strade che non portano da nessuna parte.
Magari dandogli anche una mano.

Alla fine della partita, ad esempio, quelli che vogliono restare potrebbero godere di una TAZ (acronimo di Temporary Autonomous Zone) in cui la legge è sospesa.
Lo stadio diventerebbe una sorta di zona franca in cui non ci sono conseguenze legali per le azioni intraprese al suo interno. Esso verrebbe chiuso a tripla mandata e sarebbero fornite alle tifoserie avversarie armi, coltelli, spade, pistole e quant’altro per ammazzarsi a vicenda più agevolmente.

Potrebbero rimanere lì, riforniti eventualmente di acqua e viveri, fino al venerdì successivo, giorno in cui lo stadio viene riaperto, viene lavato via il sangue e i cadaveri vengono gettati in una fossa comune o usati per la produzione di concime naturale o combustibile.

Magari gli animalisti al solito avranno da obiettare che si tratta di una pratica cruenta, ma in certi casi non ci sono altre soluzioni.
Giudicate voi:

Ribadisco dato che le mie parole sono state un pelino dure: non ho nulla contro chi tifa una squadra, va allo stadio a fare caciara, cantare, divertirsi e anche sfottere simpaticamente gli avversari (sullo striscione “giulietta è una zoccola” scritto dai napoletani contro i veronesi ci ho riso anch’io e lo trovo geniale).
Non trovo giusto fare di tutta l’erba un fascio, sono consapevole del fatto che la maggior parte dei tifosi – anche quelli che si definiscono “ultras” – non sono persone violente.

Però se vai a pestare qualcuno perchè tifa un’altra squadra, o dopo la partita spacchi tutto perchè sei incazzato che la tua squadra ha perso – ovvero per il motivo più irrilevante che ci sia al mondo – allora sei uno stupido sub-umano ignorante, inutile e pure stronzo. E le mazzate della polizia (quelle sempre troppo poche volte che te le danno) te le meriti tutte.

PRO Rissa ultras: viulleeeeeeenza!
CONTRO Rissa ultras: i giocatori non c’entrano niente però, la prossima volta vogliamo vedere scontri tra tifosi adeguatamente armati.

Ps: l’Osservatore Bipolare lancia una campagna per risolvere il problema ultras nel modo sopra illustrato. Se approvi condividi il verbo e metti un mi piace alla pagina fb ^_^

CircaDr. Bozer
Fondatore de L'Osservatore Bipolare. Ha bussato alla porta della redazione con una birra in mano chiedendo se c'era un bagno. Da allora non se ne è più andato. Si interessa di musica estrema, tecnologia, futurismo, letteratura e cose strane di vario tipo. Ce l'ha col mondo intero. Dicono che non sia del tutto umano e noi ci crediamo.

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