Riff Raff, gentaglia. Un film di denuncia della società borghese-capitalistica.

Riff Raff Ken Loach 1991 Riff Raff Ken Loach 1991

Riff Raff è un film di Ken Loach, regista noto per  le sue pellicole di denuncia alla struttura e all’ideologia della società borghese-capitalistica.

Attraverso questo film, Ken Loach  cerca di raccontare, l’Inghilterra della Thacher.
Loach non è il solo a raccontare  l’epopea Thacheriana, infatti questo  periodo  ha visto numerosi artisti impegnarsi nel denunciare  le tensioni a livello politico e sociale che si stavano moltiplicando nel paese.

Il film è un film necessario, non solo per la semplicità della trama, ma anche per la  riuscita commistione tra commedia e drammaticità.
Ken Loach, nel raccontare la rudezza della vita operaia, è lontano da dialettiche e intellettualismi sessantottini.
E’ in questo che va analizzata la sequenza in cui Larry viene scoperto nudo nel bagno da un gruppo di donne musulmane, o la sequenza che descrive la caccia al topo.

Riff Raff Ken Loach 1991

Riff Raff un film di Ken Loach – 1991-

La trama:

Steve, il protagonista, appena uscito dalla  galera, va a lavorare a Londra in un cantiere.
Gli altri operai lo accolgono bene e lo aiutano a trovare  un appartamento in una casa popolare.
Conosce una ragazza, Susan, aspirante cantate e affetta da manie depressive, con la quale inizia una complicata relazione sentimentale.
I problemi del cantiere sono molti: dalla mancanza di igiene all’assenza di sicurezza.
Dopo la morte di un operaio caduto da un’impalcatura, Steve decide di vendicarsi incendiando il cantiere.

Il film mette a nudo anche drammaticità sociale-abitativa che caratterizzava  (e tuttora caratterizza ) le periferie inglesi.
Il film si apre (e si chiude) con immagini emblematiche che dimostrano l’estremo degrado dei quartieri-dormitori,  con grossi topi che gironzolano indisturbati tra i rottami e le macerie.  Quartieri definiti anche “isole solitudine”.

In questo senso è da intendersi l’alienazione di Susan, la compagna di Stevie, donna dalle qualità e ambizioni artistiche elevate, che però non trovano accoglienza nel pubblico operaio.
La conseguenza è il rifugio  nella droga e lo sfascio del legame amoroso con Stevie.

Nel cantiere le condizioni di lavoro sono disumane e le relazioni con tra datore di lavoro e operaio pessime.
Tra gli operai si instaura una forte solidarietà , una solidarietà sì guerreggiante, ma che non diventa mai politica.  Gli operai  non hanno sogni particolari da realizzare e mal sopportano i discorsi sul sindacato e sulla politica.

L’obiettivo è sopravvivere alla miseria delle loro vite.

Uno di loro, Larry, cerca di far riflettere i compagni sulla loro condizione di emarginati sociali, cerca addirittura di costruire una sorta di opposizione sindacale ,  ma il giorno dopo essersi fatto portatore delle rivendicazioni del suo gruppo, sarà licenziato in tronco tra l’indifferenza dei compagni.
L’indifferenza  non è data, come si potrebbe banalmente pensare,  solo “ dalla paura di essere licenziati”.

L’indifferenza dimostra l’assoluta mancanza di “coscienza di classe” da parte degli operai.

Gli operai del cantiere non sono “avanguardisti”,  sono Riff Raff  (gentaglia): manovali che hanno perso il posto, ex carcerati come Steve,  immigrati provenienti dalle ex colonie o dalle città operaie inglesi.
Gente che è capace di sfogare le frustrazioni  proprie contro i più deboli ( il lavoratore che calpesta con atrocità un nido di topi).

Questa mia tesi è avvalorata dal finale del film.
L’incendio del cantiere è sì violento e aggressivo, ma è, oggettivamente, debole.
Si tratta di una semplice e istintiva vendetta data dalla rabbia e dalla frustrazione.

Impossibile,  infine, esulare il film dalla contemporaneità.

Sebbene sia un film ambientato negli anni 80,  è utile per analizzare l’attualità.
Anche oggi viviamo i cosiddetti  “miracoli” della globalizzazione e le parole d’ordine sono:
“libero mercato”, “flessibilità del lavoro”, “privatizzazione”.

Anche oggi le nostre periferie sono attraversate da violenza e degrado,
e ancora oggi, di lavoro si muore.


PS: L’Osservatore Bipolare vi invita a mettere un Mi Piace di protesta alla nostra pagina su Facebook www.facebook.com/OsservatoreBipolare.

CircaL'Osservatore Bipolare
Ideatore e fondatore de "L'Osservatore Bipolare Web Magazine". Creatore del cielo e della terra e di tutte le cose finite ed infinite.