La Grande Bellezza: perchè è un film da Oscar.

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La Grande Bellezza: il trionfo del cinema Italiano di qualità.

E’ lunedì, gli Italiani si sono svegliati con  il sole e un pizzico d’orgoglio in più!
Questa notte il film LA GRANDE BELLEZZA è stato premiato come miglior film straniero agli OSCAR 2014.

Perchè secondo L’osservatore Bipolare, La Grande Bellezza (a prescindere dalla fama) è un film da vedere?

Sotto il video della premiazione!

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La trama in brevissimo:

Jep Gambardella, napoletano, scrittore, giornalista, critico amante della mondanità compie 65 anni, organizza una festa epica con gente della “Roma bene”.
Conosce tutti e tutti lo conoscono. Con la sua ars scribendi esalta e ridicolizza allo stesso tempo ogni essere che gli si pone davanti. Disincantato, realista, galleggia in un mondo fatto di gente esaltata che vive di festini, botulino, cocaina e finzione, la sua sopravvivenza è possibile grazie solo ad un po’ di puro e sano egoismo e consapevolezza.
La vita è come un teatro o una passerella, ogni cosa ha un suo perchè e le sue regole.
Neanche la morte può sfuggire a tutto questo.

“Molti pensano che un funerale,  sia un evento causale, privo di regole. Non è così. Il funerale è l’appuntamento mondano par excellence. A un funerale, non bisogna mai dimenticarlo, si va in scena.
Con pazienza, si attende che i parenti siano liberino  dalla calca e una volta accertatisi che la platea sia seduta, solo a quel punto si possono fare le condoglianze. In questa maniera, tutti ti possono vedere. Si prendono le mani del sofferente, si appoggiano le proprie sulle sue braccia. Si sussurra qualcosa all’orecchio, una frase sicura, detta con autorevolezza, per esempio: “Nei prossimi giorni, quando ci sarà il vuoto, sappi che puoi contare sempre su di me”.

I personaggi sono dei burattini che si lasciano comandare dal sistema, personalità distrutte, scrittori, artisti e filosofi in crisi di creatività e originalità.
Non c’è scampo ad una vita usa e getta fatta di relazioni finte ed egocentrismo. La sua crisi personale, come i trenini delle sue feste, non porta da nessuna parte.
Ogni tanto qualcuno si distingue dagli altri personaggi, qualcuno che si dissocia dalla scontatezza come la Collaboratrice Domestica, la Ballerina del night club e la Santa, personaggi diversi e opposti, figure silenziose che sanno pesare ogni gesto e ogni parola.

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Cosa ci resta di questo film?

La consapevolezza che l’Italia sia un vecchio museo decaduto e non curato, un paesaggio da cartolina che si vanta di quello che possiede senza averne alcun merito.
Una società fatta di personaggi dello spettacolo costruiti e finti in continua competizione tra loro.
Il voler essere giovani a tutti i costi, anche mettendosi in ridicolo.
La fila dal chirurgo estetico come dal macellaio, personaggi che si affidano ad un nuovo credo, il credo della plastica.
La vita è spietata, l’uomo è autolesionista, cattivo ed egoista.
Nessuno avrà mai scampo, neanche con la morte.
Giudichiamo gli altri dal loro prestigio, dai soldi e dalle apparenze.
Nessuno spazio per mettere a posto l’anima, neanche quando ci rivolgiamo a “coloro che dell’anima ne hanno fatto un business”.
Quando incontriamo qualcuno diverso da noi viene spesso emarginato o, se ci stupisce, viene trattato come “santo” da venerare e mostrare sui social agli amici, pur di esaltare la nostra persona.
Nessuno si salva.
C’è chi i miracoli li fa ancora, la notte, quando tutti sono a letto o ubriachi devastati dalla nottata mondana.

Noi questo film ve lo consigliamo vivamente perchè:

“Sull’orlo della disperazione, non ci resta che farci compagnia, prenderci un po’ in giro!”

Splendide le musiche, splendida fotografia, splendidi i dialoghi.
Un’opera poetica che concede spazio alla riflessione ed al silenzio lasciandoci immobili fino alla scena finale che ci trascina sotto un ponte di un fiume che, come la vita, scorre nonostante la nostra volontà.

“Finisce sempre così. Con la morte. Prima, però, c’è stata la vita, nascosta sotto il bla bla bla bla bla.
È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore. Il silenzio e il sentimento. L’emozione e la paura. Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile. Tutto sepolto dalla coperta dell’imbarazzo dello stare al mondo. Bla. Bla. Bla. Bla.
Altrove, c’è l’altrove. Io non mi occupo dell’altrove. Dunque, che questo romanzo abbia inizio. In fondo, è solo un trucco. Sì, è solo un trucco.”

 

Pro La Grande Bellezza: Le radici sono importanti…ma non sono tutto.

Contro La Grande Bellezza:Cercavo la grande bellezza ma … non l’ho trovata”

Abbiamo creato una Gallery con le frasi più belle del film…prendete e condividetene tutti.

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STAY BEAUTY!!!

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CircaKiarma
Fondatrice, mente malata e area Nerd de L'Osservatore Bipolare Web Magazine - Comunicatrice - Smanettatrice - Scrive - Spamma - Costruisce siti Internet - dice di essere una Web Editor e Social Media Manager ma la gente non capisce cosa vuol dire e quindi rimane in silenzio.

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