Espulsioni 5 Stelle: non un partito, ma una testuggine.

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Riflessioni sull’espulsione dei 4 Senatori ‘dissidenti’ del Movimento 5 Stelle.

Inviato da FRANCESCO MIGLIORE
www.francescomiglioreblog.wordpress.com

In questi giorni sulla nota vicenda delle “ Espulsioni 5 Stelle ” ne ho e ne abbiamo sentite di tutti i colori.
“Metodo anti-democratico”,  “ Lesa maestà”, fino ad arrivare alle “Purghe staliniane” evocate dal vice-direttore di Repubblica, Massimo Giannini.
A volte i commentatori politici Italiani toccano un così basso livello che, a confronto, i tronisti di Uomini e Donne sembrano docenti universitari.
La vicenda è nota a tutti e per giorni interi è stata la notizia principale delle prime pagine di giornali e telegiornali. Da mesi i quattro senatori Orelanna, Campanella, Battista e Bocchino erano nel mirino degli attivisti e dei parlamentari volgarmente definiti “Grillini”.
I gruppi locali del Movimento 5 Stelle Palermitano ( Bagheria, Cinisi , Termini Imerese) denunciavano già da tempo gli atteggiamenti ambigui dei senatori siciliani.
Qual è stata allora la goccia che ha fatto traboccare il vaso? Perché i quattro senatori sono stati espulsi dal movimento? Loro dicono che hanno solo espresso una dura critica riguardante il modo in cui Grillo ha gestito l’incontro-scontro con Renzi durante le false Consultazioni; in verità hanno compiuto un vero e proprio “atto di sabotaggio”.
Perché utilizzo questo termine che ricorda un ambiente militare?
Perché, come scrive Beppe Grillo nel suo libro, “Siamo in guerra” una guerra democratica senza esclusione di colpi.
Non a caso Alessandro di Battista dichiara :

“Io non posso lasciare la “trincea” sapendo che mentre sferro un “attacco” (..) qualcuno mi sparerà, scientemente e volutamente alle spalle. O mando via queste persone o finirà che resteremo fermi in trincea” .

Quello che numerosi commentatori politici non hanno o non vogliono capire è che il Movimento 5 Stelle non è un partito che si può permettere correnti e fazioni, ma è una testuggine che prova a sfondare questo sistema.  L’incontro-scontro tra Renzi e Grillo è stato una sorta di lezione anche per i movimenti antagonisti i quali dalle pagine del blog Collettivo Militant affermano che:

“ se ci fosse una forza comunista (antagonista) capace di esprimere una rappresentanza parlamentare, questa dovrebbe prendere a modello quel tipo di consultazione andata in diretta via streaming”.

Di defezioni ed espulsioni forse ce ne saranno ancora. E’ utile ricordare che  Grillo e Casaleggio i loro eletti li hanno conosciuti dopo il voto, non prima. Sarebbe bello poter selezionare i parlamentari come fanno gli altri partiti, ma, come scrive Marco Travaglio : “I 5 Stelle scontano un sistema di selezione delle candidature molto più “democratico” di quelli praticati dai partiti”.
Di furbetti e arrivisti, la politica ne è piena. Magari non sarà il caso dei quattro senatori, ma la voce di un “nuovo gruppo parlamentare” che faccia da stampella al governo Renzi puzza parecchio.

D’altronde è stato lo stesso Campanella a pronunciare queste parole:

“Ho idea di manifestare in chiaro il mio dissenso per svolgere il ruolo di catalizzatore di un movimentismo slegato da proprietari di marchio e megafoni ingombranti”.

Spesso è stato rimproverato al Movimento 5 Stelle di essere “troppo intransigente”.
Campanella, riferendosi all’incontro Renzi-Grillo, parlava addirittura di “occasione persa”.

Per me invece, l’intransigenza è una virtù. Infatti, come scrive il collettivo militante:

“Gli accordi sottobanco, i confronti sul programma, le tattiche elettorali  sono gli strumenti con cui il sistema politico-economico di volta in volta coopta le forze “sovversive” di turno” .  

Basta pensare alla Lega Nord e a Rifondazione comunista, due partiti “sovversivi” sottomessi al sistema a causa della loro flessibilità sul piano dei programmi. Questa vicenda magari farà perdere qualche punto nei sondaggi, ma il gioco a chi prende più voti non fa e non deve fare parte dello spirito del Movimento 5 Stelle.
Non a caso piuttosto che far salire sul carro furbetti e arrivisti, si è preferito non presentarsi alle elezioni regionali in Sardegna.
La severità e la durezza sono il male necessario per non finire triturati dal sistema politico-economico.

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